martes, 28 de julio de 2015

tercer Premio Poesia Italiano - CARLA BARLESE - SULLE ORME AVITE

SULLE ORME AVITE


Terra sannita,  coraggiosa e schiva,
nel profondo una miniera d’oro,
lingotti preziosi in superficie,
  sacri  doni di  generosi  dei.

Paesaggi variegati,  specchi infiniti,
si  alternano   come grappoli di  luce,
montagne austere,  ritagliate all’orizzonte,
silenzi  arcani,  frugati sol da miti  greggi .
Cespugli iridescenti  di more e di ginestre,
preda   di un frullare instancabile di ali,
fan da cornice a  terre nere e seminate,
riflessi di fatiche secolari.

Castelli,  prigioni di fantasmi ,
proteggon scrigni  d’inestimabili tesori
e d’antiche civiltà tracce  superbe .      
Chiese e venerati  santuari,
voti a molteplici preghiere,
venano di dolcezza e misticismo
uno  spirto indomito e  guerriero;
fontane e monumenti a prodi ,
raffinate vestigia nel fluire del tempo,
s’ergono in piazze  ,solar respiro,
cuore pulsante di comunità gentili ed ospitali.

Un viaggio alla ricerca di memorie care,
 districando le fila di un’antica tela,
ho ripercorso le orme avite
e…nelle rocce  di salsedine impregnate,
nei campi odorosi di fieno,
nel  caldo sorriso della gente,
 ti ho alfin ritrovato,  padre  mio, diletto.

Primero Italiano Julia Noemi Issa - Il Miracolo

Erano giunti in Argentina, con l’illusione di tutti gli emigranti. Serbavano nel cuore il dolore del distacco dai loro genitori, fratelli ed amici del piccolo paese, Fornovo di Taro. All’epoca, non c’erano grandi possibilità di lavoro in Italia. Pietro e sua moglie, Enrica, appena sposati, erano partiti molto speranzosi. Sapevano lavorare la terra ed erano esperti di frutteti, grazie ai loro genitori e al nonno. Loro avevano versato molto sudore della fronte nella terra natale.
Si stabilirono in Patagonia, nel sud dell’Argentina. La Valle di Río Negro, era il secondo grande produttore ed esportatore di frutta pregiata. Avrebbero potuto scegliere di coltivare le gialle Golden Delicious o le Red Delicious che brillavano di un rosso meraviglioso. Piacquero loro persino le verdi Granny Smith, acide ma sode e di maturazione lenta. Il campo forniva loro lavoro e mal di testa, avevano bisogno di una resa alta. La piantagione di nuovi meli era al punto giusto di fioritura.
Avevano iniziato sotto una buona stella, e il primo raccolto era risultato eccellente, e ciò li riempì di entusiasmo. Soltanto un albero aveva deluso le aspettative. Pietro si chiedeva:
_ “Sarà perché è isolato dagli altri?”. Questo era il suo cruccio. Si alzava, il mattino, preoccupato, e si coricava, la sera, con quella stessa idea fissa. Ripeteva, pensieroso, alla moglie: “Come potremmo curare quel melo che passa due stagioni senza dar frutti?”.
I vicini contribuivano con i loro saperi; un compaesano del Piemonte, aveva detto:
“Il mio babbo, in questi casi, si toglieva la cintura, con questa fasciava l’albero, e subito dopo, orinava sul tronco.”
Pietro sorrideva, e dalla stanza accanto, s’udivano le risate a crepapelle di Enrica, che non riusciva a dissimulare il piacere derivatogli da quel consiglio del piemontese. Comunque, queste idee continuavano a turbare il sonno di Pietro. I prodotti agrochimici non davano alcun giovamento. Avrebbe voluto provare un rimedio naturale, casereccio, ma dubitava che potesse essere efficace.
Sì, il raccolto era stato abbondante, l’aveva riposto nelle cassette e portato al grossista. Era soddisfatto.
La sola spina nel fianco era quel melo!!! Dopo essersi spremuto tanto il cervello, decise di affidarlo all’Altissimo: Dio ne sapeva di frutteti sterili! E ripeteva quelle parole udite tante volte dalla nonna mentre pregava:
_“Quera la mé Madóna ed Fontanlé!” Pietro aspettava che Enrica si addormentasse, per poi inginocchiarsi, diverse notti, a chiedere una grazia per il suo “malato”.
Passata una settimana, si azzardò ad esaminarlo. L’allegria che provò fu maiuscola nello scoprire piccoli germogli che si sforzavano per uscire dal loro involucro. Gli altri meli erano già fioriti e le api lavoravano l’intera giornata a pieni giri. Pietro le osservava compiaciuto. Le mele s’infittirono, i rami si curvavano, dovettero togliere quelle in eccedenza. Il colore, sapore e dimensione dei frutti di quel campo, facevano invidia agli altri agricoltori. Si mormorava:
“Don Pietro è senza dubbio il migliore di tutti!”. La sera che finì di porre le mele nelle cassette, si sedette a cavillare ancora sul che fare con quel melo così tardivo.
Si sentiva tanto stanco, il lavoro era stato molto pesante, nonostante tutto andò a far visita al suo “protetto”. Nelle ultime luci dell'imbrunire, lo vide. Per poco cadde a terra dalla sorpresa. E chiamò a tutta voce:
_”Enrica, Enrica! Vieni a vedere com’è cambiato quel melo misero!”.
_”Guarda! Sembra quasi un albero di Natale!”. Sui rami rilucevano centinaia di mele verdi, rosse, marrone e, cosa strana, ce n’erano addirittura di azzurre!



Segundo Premio en Italiano- Virginia Rita Bintz Wachsmuth

Segundo Premio Italiano-                  Virginia Rita Bintz Wachsmuth

Al  Vittoria

Ringraziai  il bigliettaio cui mi permise di entrare,  e mi accomodai sul sedile della terza fila sul corridoio. Mancava  ancora un’ora perché aprisse il teatro. Non so il motivo per cui ci arrivai così presto. Mi invase il silenzio, e godetti durante un attimo l’odore dell’antica sala del Vittoria,  finché le luci vennero accese ed il “clac” degli interruttori che cadendo rompeva il silenzio quali gusci di noci. Il riflettore principale illuminò il centro del sipario con un grande fascio di luce. Ritornò il silenzio. La luce cambiava colore.
Un respiro, quasi un affanno o un singhiozzo forzatamente contenuto richiamò la mia attenzione.
Osservai curatamente intorno a me. Ero da solo. Ascoltai chiaramente il pianto.
  • Stai bene? Posso aiutarti?
Nessuno rispose. Sentì appena dei passi trascinarsi pesantemente.
  • Mi dica! Chiamo qualcuno? È forse questa parte dello “show”?
Niente.
Fui preso dall’inquietudine e decisi di uscire e di informare  l’uomo della biglietteria. Mi alzai, ma subito dopo mi riaccomodai. La voce di un giovane tenore innondò la sala. Cantava in una lingua che non conoscevo. Si sollevò su una melodia a me sconosciuta, seduttrice o terribile, a volte esasperante, ansiosa, triste o lussuriosa, bella, dimandante.
Innondò enigmatica la sala paralizzandola. Finì con un grido straziante, mentre  passi veloci di tacconi scomparivano silenziosamente. Un’invisibile calamita mi fece rimanere legato al sedile, completamente immobile. La luce del riflettore era di un giallo intensissimo.
  • E allora? Tutto bene?– disse il bigliettaio sorridente avvicinandosi a me.
  • Dormito un po’?
Appena mi vide tutto  bagnato in sudore, se ne preoccupò. Non seppi cosa dirgli. Indicandomi:
  • La toilette è di là
rimase da solo, borbottando  fra sé :  Maledetti pazzi; ci arriva sempre qualcuno.
  • Pierre! Facciamo alzare il sipario?
  • Sì, dai !  Ci resta solo qualche minuto per controllare il palcoscenico e far entrare il pubblico.
Sul palcoscenico splendeva una semplice scenografia: un tavolo, due seggiole e un attaccapanni.
Intanto andavo via cercando la toilette, mi girai per vedere chi fosse dietro. La luce era blu e impallidiva. La respirazione sfiorò il mio volto; una sensazione di pelli percorse tutto il mio corpo e battè una ferita sull’ultima costola sinistra. Sentì una donna battere dentro di me, e sospirai un bacio mai dato.   
Vidi lo sguardo di Pierre e quella del bigliettaio e chiesi nulla. Non rimasi neanche a vedere l’opera, nonostante aver comprato il biglietto. Ebbi l’impressione che il grande riflettore si spegnesse dietro di me. Quell’anno fu un buon anno per il Vittoria. Ed io, mai più rimisi i piedi in un teatro.

sábado, 20 de junio de 2015

Entrega de premios del concurso literario organizado por el Rotary club de Flores

Se entregaran los premios del concurso literario, el dia lunes 22 de junio a las 20 hs. en la Asociacion Calabresa de Bs.As. Hipolito Yrigoyen 3922 cap.fed.

lunes, 15 de junio de 2015

Carta de la escritora Carla Barlese

Stimat. ma Artista Ida De Vincenzo,

su Internet ho letto tutte le notizie che La riguardano, compresa l'intervista. Ho ammirato i Suoi quadri ,  dai quali trasudano nostalgia ed amore per il Suo paese d'origine: Cropalati.
Diventare ambasciatrice della cultura calabrese nel mondo ed in senso lato dell'Italia è un riconoscimento splendido che riempie di giusto orgoglio.
Sarebbe stato davvero un piacere ed un onore per me conoscerLa di persona ma...il 21 Giugno si sposa il mio primo nipote .
Non ho figli  ed i miei unici tre nipoti è come lo fossero. Doveva sposarsi il 13  poi per problemi di lavoro è stato rinviato di una settimana.
 Il 20 Giugno  dovevo essere  pure a Junin per ritirare un premio dall'Istituto Latino Americano; credo di essere l'unica italiana  quest'anno ad essere premiata  contemporaneamente da due Associazioni così prestigiose in Argentina!
Una volta tanto il destino mi era stato favorevole anche perché non ho problemi a spostarmi ,docente di lettere  ormai in pensione e poi parlo correntemente lo spagnolo per un  periodo trascorso in  Sudamerica nei miei verdi anni.
Nel lontano 1976 vinsi un concorso al Ministero degli Esteri per venire ad insegnare nella scuola italiana di Buenos Aires- conservo ancora il telegramma di assunzione- ma poi la mia vita cambiò le carte. 
 
Se Lei, qualcuno dei poeti  presenti doveste venire a Roma, potremmo far conoscere le Sue bellezze- mio marito è laureato in Arte- oppure darvi qualsiasi altra informazione aveste necessità.
In sintesi, se fa piacere, vorrei rimanere in contatto con la  Sua Associazione.
Ringrazio di nuovo sia per  il premio assegnato ad una poesia che parla del mio diletto padre Adolfo -(se vuole su Google  cliccando il mio nome c'è un'altra poesia a lui dedicata) sia per la meravigliosa opportunità offertami e penso che nella nostra vita tutto ritorna...

Il 22 Giugno mente e cuore saranno lì con Voi;  i miei saluti più sentiti e cordiali.
Dopo guarderò foto ed eventuali riprese della cerimonia.


Un evviva  gioioso con tutti gli onori
alla Poesia ed ai  Suoi Promotori!

carla barlese

sábado, 13 de junio de 2015

Comentarios y felicitaciones recibidos

Desde Venezuela  envio mis felicitaciones por el aporte a la  cultura que están realizando, sobre todo por mantener la vivencia del legado de nuestros abuelos y padres, que es  una forma de testimoniar el   agradecimiento de nuestra generacion hacia Italia cuna de la cultura Occidental junto a Grecia.

 Felicitaciones a Ud. Sra. IDA DE VINCENZO  por su infatigable labor -

con gran respeto, afecto y profunda amistad reciba mis saludos:

VICENTE GUERRERO BERNABEY
BARQUISIMETO. ESTADO LARA. VENEZUELA
 
 
 
¡¡¡FELICITACIONES PARA TODOS!!!
 
 
 Muchas gracias, un placer esta noticia. Cordiales saludos. Marcelo Posada
 
 Grazie Ida, sono felicissima Antonella Ronzulli
 
mil gracias...realmente un mimo al alma....
gracias al jurado y a los organizadores
abrazos
María Manetti
 
 Grazie! Davvero felice ed onorata di ricevere un premio da una così prestigiosa Associazione. Complimenti per le molteplici iniziative di spessore culturale e sociale.
I miei più sentiti auguri per progetti immediati e futuri.Carla Barlesse
 
 
Recibido. Muchas gracias y felicitaciones a todos los distinguidos en el certamen. Mi agradecimiento para los organizadores y jurado interviniente. María Rosa Rzepka
 
 Muchas gracias al Rotary Club Flores por este hermoso reconocimiento. Estoy muy contenta y orgullosa con esta distinción. Espero notificación de fecha de entrega de premios. Una compañera también de San Francisco, Teresita Bovio Dusin, obtuvo premiación. No sé si podremos estar presentes dada la distancia para viajar. De todo modos ya veremos la manera de retirar los diplomas. SALUDOS!

http://bendita-poesia.blogspot.com.ar (Silvana Mandrille)

 
Felicitaciones a los premiados.
No podré asistir.
Te cuento que mi abuela paterna nació en Tropea, comuna calabresa.
Un beso.
Cristina

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Norma Morell